|
|
La
celebrazione dei morti.
L'apoteosi della celebrazione dei morti arricchisce regioni e
comuni, col pretesto di fare cultura ad alto livello. Ci si
specializza nella ricerca di artisti defunti da tempo per
ripresentarli come veri eroi dell'Arte, facendo molta attenzione
ai
dettagli che portano molti spiccioli nei borselli di critici ed
organizzatori, fauna veramente curiosa ed imprevedibile!
Vi sono organizzatori molto avanti, troppo intelligenti per noi
consumatori di piccole porzioni d'arte; questi ibridi
organizzano festini ricreativi ad alto livello, solo ed
esclusivamente per gli artisti vivi, dietro una piccola
partecipazione in denaro, di solito si aggira dai 50 ai 100€.
Riescono a riunire mille artisti facendoli esporre in un
capannone preso in affitto con la garanzia di una critica su
misura e di un premio in denaro per i raccomandati, qualche
targa per gli ordinari.
Questo è lo specchietto retrovisore artistico italiano ad alto
livello!
Così volteggiamo fra marine, paesaggi, qualche nudo, un po'
d'informale e di futurismo che non declina mai.
Gli artisti vivi sono quasi tutti dei furbetti! Esibiscono le
loro opere lasciandoti di stucco. Ti chiedi come abbiano fatto a
realizzarle con si tal bravura! Quasi tutti fanno il copia
incolla con le tecniche più varie, utilizzando il computer o
tecniche fotografiche, i più sfigati vanno ancora a ricalco
oppure con l'ago e la polverina colorata.
Vi sono artisti che fanno lo stesso ombrellone da 30 anni senza
mai cambiare prospettiva, altri che fanno nudi con evidenti
errori di proporzioni, qualcuno si vanta da quaranta anni di
fare sempre lo stesso quadro di colore rosso, tutto il quadro è
rosso, ogni pennellata è rossa, anche la firma è rossa, e ti
spiega la magia di una sfumatura rossa sempre diversa in ogni
dipinto, inesorabilmente rossa, ma diversa, almeno così dice
lui.
Vi sono artisti vivi che espongono le loro opere nei mercati
rionali, fra pentole e spremilimoni, altri scelgono con cura una
sala, magari da dividere con un'altro artista per ridurre le
spese, possibilmente un artista più scarso di lui, così i suoi
dipinti fanno più bella figura e si possono rifilare al cretino
di turno più facilmente.
C'è gente che compra quadri in base allo spazio disponibile,
altri solo se gli fai una sconto veramente eccezionale,
praticamente 15€ e via pedalare, qualcuno lo compra perchè sei
un pittore abbastanza conosciuto in paese e spera nella tua
morte il più velocemente possibile, così lo potrà rivendere
almeno al doppio, diciamo più o meno 30€; altri che comprano i
tuoi quadri per metterli nel bagno e fanno molta attenzione
all'abbinamento della cornice con la tazza del water; molti
passano tutti i giorni trattando sul prezzo, ma in 20 anni non
ne hanno comprato uno: praticamente fanno esercizio di
compravendita!
Vi sono pittori che appena il cliente ha girato l'angolo,
rimpiazzano il vuoto con un quadro identico a quello venduto,
cambia solo la carta per incartarlo; molti pittori imprecano
perchè non vendono un quadro e quando capita l'occasione di
farlo si rimproverano di averlo venduto a poco prezzo, ma
contenti comunque per l'invidia generata nei colleghi.
Sia i vivi che i morti hanno i loro problemi, a quanto pare! |
| |
|
|
|