La sete di conoscenza
nell'arco della storia umana è stata spenta con un variegato
assortimento di bibite rinfrescanti che, come ben si sa, tolgono
la sete solo momentaneamente. Per noi occidentali è molto
complicato il “concetto di conoscenza” a tal punto, che possiamo
intuire una piccola parvenza, solo tramite la comparazione e l’analisi ragionata delle differenze. Chi si avvicina al mondo magico del “sé”interiore, allo spirito che anima la nostra onnipotenza, al “Sé supremo" cerebralmente non percepibile, ad un dio senza nome e senza volto, ma palpitante in un cuor commosso; chi si avvicina anche per poco a questo mondo magico della spiritualità pura è costretto a perdere, suo malgrado, lo slancio genuino, fomentatore di nuovi stati di coscienza, nei vicoli affollatissimi della comparazione, dell’analisi ragionata degli opposti o divergenti; nell’intercettazione di punti d’incontro nello studio filosofico, storico, psicoanalitico, tanto che un bel giorno si sente un gran desiderio di mandare tutto al diavolo e di ricominciare daccapo, solo per ritrovarsi in quel gesto sincero, incondizionato dal passato, ancora una volta. I creatori di dottrine dogmatiche sono pensatori e come tali trasformano il percepibile in concetti. Una idea, una dottrina, una religione appartengono al mondo delle astrazioni fluttuanti in attesa di sintonizzarsi: non hanno accesso all’esperienza diretta. La sperimentazione di se stessi coinvolge il cuore dell’esistenza; la speculazione intellettuale di se stessi coinvolge unicamente il campo della memoria, della reminiscenza, zone cerebrali che per avere un senso devono essere stimolate. Ogni teoria è soggetta a delle leggi da cui non può svincolarsi. La prima legge è la creazione di molte verità non accertabili né verificabili, a cui bisogna credere altrimenti non sarebbe efficace( Dogma). La seconda è la comparazione ragionata e denigratoria delle altre teorie perché nella sfera della conoscenza vi è una sola verità (verità= teoria). Terza legge: il ricatto morale; per cui se un individuo non accetta a priori la teoria , viene considerato come un soggetto a rischio per tutte le calamità psicosomatiche che un cervello in buona salute può escogitare. ![]() In questo dipinto (Debacle religiosa) ho sintetizzato le leggi che governano la teoria: vi è un movimento ascensionale, perché l’anima che cerca sale sempre verso l’alto; un chiaroscuro per definire le zone in conflitto (la verità è sempre esposta alla luce, la menzogna alle tenebre). Il pescatore di anime traviate e smarrite è sempre all’opera (una buona pesca è sempre la benvenuta: il pesce simboleggia l’avanzamento spirituale); la distinzione fra maschile e femminile è determinante ( da notare gli universali riferimenti all’acquasantiera dello jin e dello jang, dove tutti attingono a piene mani) e via dicendo…con un po’ di analisi visiva potrai scoprire da solo le altre aree descrittive inserite nel dipinto. |
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