Sitataf, 300 km sulla battigia verso sud
Battle at Kruger  
 


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Sitataf, un passato da stuntman
   
 

 

 
   
 

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Sitataf: un passato da stuntman

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Io abito a pochi metri dal mare in un paesino emergente (si sta svegliando da un lungo sonno) e tutti i giorni osservo una porzione di spiaggia, dove spesso mi reco a passeggiare e a sentire il verso delle onde.
Quando sei lì puoi immergerti in tre dimensioni palpitanti: aria, acqua e terra.
Se guardi a sud hai l'acqua a sinistra, l'aria in alto e la terra sotto i piedi. Così decisi all'improvviso di approfondire questa esperienza e preparai un equipaggiamento adeguato per sopportare un viaggio di 300 km, a piedi, sempre camminando verso sud, sulla battigia, rigorosamente da solo. Era Ottobre, qualche anno fa!
Giunsi fino al Gargano, poi mi accorsi che passavo troppo tempo sulle statali, perchè non ero in grado di affrontare le rocce con un peso sulle spalle di 48 kg, suddiviso fra cavi per pc, batterie, pannelli solari, chitarra, canna da pesca, cucinetta etc.
Così ritornai a casa e iniziai l'avventura della Marguttiana.
Davvero divertente!
   
 
                         Alcuni consigli di Valerio per affrontare una maratona
 
...si inizia piano, ma piano non tanto in riferimento alla velocità o ritmo che sia, ma diciamo “lentamente” per dare modo al tuo corpo, quindi partendo dall’appoggio… il piede, caviglia, ginocchia, anche, sino al cuore e non per ultimo la mente, di abituarsi a questo “naturale” modo di muoversi nello spazio tempo… Verranno infatti sollecitate zone, parti, nervi, muscoli, tendini ormai dimenticati! Parallelamente a questo, occorre che cresca in te, quel “piacere” che potrà darti la voglia, lo stimolo di alzarti la mattina presto ed iniziare a correre, o nel pomeriggio afoso o piovoso…, e percorrere i tuoi chilometri. Durante la corsa è importante, con il tempo,  raggiungere quello stato mentale capace di “distaccarti” dal razionale, dal momento fisico in sè, materialmente parlando!!, e proiettarti in una dimensione dove con la giusta concentrazione/meditazione, (lo possiamo quasi impropriamente paragonare al praticare sesso), la tua mente inizia in vera simbiosi ad ascoltare il ritmo delle tue gambe, a sentire come il piede appoggia a terra, accorgersi delle più piccole oscillazioni di pendenza del terreno, della durezza o meno con l’impatto del terreno, del vento, della temperatura, del grado di sudorazione, della frequenza cardiaca, l’inspirazione/espirazione appropriata o meno etc etc etc… Questo annulla il tempo, la fatica e il dolore…, di colpo il tempo continua a trascorrere inesorabilmente ma.., al centro di quell’evento esisti tu e soltanto tu, ne le macchine e persone che ti circondano, ne i clacson dei camion, nulla. Passando ad altro ambito, è importante educare il proprio corpo a correre con una tecnica e postura corretta, questo unicamente non per compiere un bellissimo gesto atletico, ma per eliminare ogni cosa possa in qualche modo “consumare energie” . Quindi posizionamento eretto del bacino (che talvolta si sposta leggermente in avanti quando la fatica inizia a farsi sentire e di conseguenza cerca di trainare il corpo, spostando appunto il baricentro in avanti), le braccia quasi distese lungo i fianchi e non piegate a 90°.., sollevare alla giusta altezza le ginocchia, che determinano poi la falcata, il ritmo di cadenza dei passi, che determina la velocità. Tutti questi parametri sono da “calibrare” personalmente su ognuno di noi, perché ognuno di noi risponde alle sollecitazioni in maniera diversa, oltre ad avere un’attitudine alla corsa differente da tutti gli altri podisti. Sul piano di come allenarsi, personalmente ti consiglio di correre alla mattina presto, che d’estate vuol dire le 06.30 e per l’inverno quando vuoi visto le temperature climatiche ininfluenti, tranne in quelle giornate davvero fredde, dove conviene uscire quando quel poco sole riscaldi un pelino.. Inizialmente devi correre alla “Forrest Gump”, è stata coniata proprio dall’epopea dello stesso film, ossia a braccio, a sensazione, devi iniziare a correre piano, partendo da una camminata veloce, ed assecondare il normale muoversi dei tuoi arti inferiori (prova a camminare veloce e poi iniziare a correre piano a braccia sollevate, come gli equilibristi sulla corda, vedrai come il tuo corpo inizia ad ondegiare a destra e sinistra, tutto scomposto, proprio da qui si inizia..). Da li creerai il tuo modo di correre, assecondando il movimento, senza pensare a migliorare questo e quello, allungare qua e là, non serve, il gesto può essere anche brutto e sgradevole a vedersi, ma deve essere efficace, in termini di velocità e dispendio di energie, questo è quel che conta veramente.. Quindi corri con una cadenza che ti permetta di avere un ritmo normale ma senza sollecitare troppo le tue leve, quindi alza la frequenza del passo, con una falcata ridotta, ossia passetti, e non andatura alla Keniani..!! Quando appoggi il piede, devi sentire “rullare” tutta la pianta, dal tacco alla punta, e devi sentire, nella fase ultima, una spinta verso l’alto… Pian piano poi inizierai a ruotare le anche per allungare la frequenza, ma questo poi.. La respirazione è fondamentale, sia ricollegandomi al discorso di “concentrazione”, sia per istruire il tuo apparato a sincronizzarsi con il ritmo e quindi dispendio di energie cardiache.. L’inspirazione ed espirazione deve essere tua, secca e determinata, oppure morbida e prolungata, devi sentirlo tu quale più idonea, certo poi dovrai cambiarla a seconda dell’andatura, ma devi padroneggiarla, è lei che indirettamente introduce l’olio (la benzina devi già averla..!!) nel corpo quindi.. Ogni tanto varia l’andatura, anche per soli 50/100 metri, con una leggera progressione, serve ad allungare tutto ciò che stai utilizzando, oltre a smaltire un po’ di lattato, devi far girare le gambe, magari anche con un po’ di corsa calciata, oltre a spezzare il ritmo che magari ti porta ad uno stato di “stallo” in termini di  “reattività” alla corsa… Le Scarpe sono a parer mio l’unica cosa a cui non puoi rinunciare, non perché determinanti nella performance, ma perché preservano non ora, non ora che corri piano, ma poi, il benessere dei piedi, talloni e tendini compresi, oltre ad ammortizzare gli urti (2 volte il tuo peso ad ogni appoggio) preservando dolori e micro-traumi, che prima o poi saranno inevitabili..!!, oltre a restituirti un buon 30/40% dell’energia scaricata a terra.
Inizialmente, tieni un diario della corsa, registrando certamente tempi, durata, km, ma soprattutto le sensazioni, emozioni, come i disturbi, vedrai che ti aiuterà a prendere possesso del tuo corpo quando questo in movimento veloce..
   
 
 

Sitataf: un passato da stuntman

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Negli anni settanta ho lavorato per la Rai e produzioni cinematografiche varie, insieme al mio amico Gerd Grzesczak, di Berlino est, allora c'era ancora il muro. Ci conoscemmo a Milano, dove allora vivevo; mi raccontò che col fratello avevano creato un gruppo stuntman a Berlino e che desiderava ricostruirlo in Italia. Milano chiamava sempre Roma per qualsiasi azione pericolosa durante sceneggiati o film in genere, così costituimmo un gruppo e ci presentammo alla Rai di Corso Sempione ed iniziò così la nostra avventura cinematografica. Gerd era stato nella squadra olimpica di equitazione a Berlino est e m'insegnò molti segreti sul volteggio senza finimenti, cadute da e col cavallo, avanti ed indietro, scherma teatrale ed altre discipline facenti parte del bagaglio di un cascatore.

Purtroppo ho conservato quasi niente del materiale che avevamo come immagine del gruppo, eccetto queste foto che ho trasformato in un video. Come si dice..."Sarà per un'altra volta!"

   
 
 

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Creando il fumetto su Giacomo Leopardi ho avuto la necessità di un font con caratteristiche particolari, così ho inventato quattro caratteri per comics molto utili. Li ho utilizzati per l'abbozzo di fumetto su Giacomo Leopardi e per la Divina commedia, tuttora in opera. Per installarli fai il copia incolla nella cartella di windows che si chiama Font
C:\WINDOWS\Fonts
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Alicudi d'inverno

Una settimana di vacanza ad Alicudi, nelle Isole Eolie, in pieno inverno. Una esperienza unica, senza precedenti! Niente automobili, motorini, biciclette, strade, bar, ristoranti, negozi (eccetto due alimentari).Un panorama mozzafiato condiziona ogni passo, ogni pensiero, ogni azione possibile. Il mulo-taxi, i fichi d'India, il Filo dell'Arpa, l'attracco del traghetto, l'ospitalità dei residenti, la pace e la solitudine!

 

   

Castori e gabbiani sul fiume Potenza a Porto Recanati

     
 

A Giugno incontrai
mamma castoro, ma non
feci in tempo a filmarla.
Aspettava due cucciolotti e
proprio ieri ho avuto la fortuna d'incontrarli. Alla tua sinistra puoi vedere i
cuccioli, alla destra un breve
frammento della madre,
che non ho potuto filmare.

 
     
           

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